martedì 11 ottobre 2011

scheda di storia n. 2 (capp. 19, 21, 22, 23, 24, libro 1)

SCHEDA DI STORIA N. 2 (CAPP. 19 E 21-22-23-24)

• IL SECOLO XIII (O IL DUECENTO) È CARATTERIZZATO DALL’AFFERMAZIONE DEGLI STATI NAZIONALI, COME LA FRANCIA E L’INGHILTERRA. ANCHE LA SPAGNA È DESTINATA ALL’UNIFICAZIONE, MA PER IL MOMENTO È DIVISA IN 4 STATI: REGNO DI PORTOGALLO, CALIFFATO DI GRANADA, REGNO DI CASTIGLIA E REGNO DI ARAGONA.

• DI QUESTO FATTO DOBBIAMO SOPRATTUTTO RICORDARCI UN DOCUMENTO CHE STA ALLA BASE DELLE MODERNE DEMOCRAZIE RAPPRESENTATIVE (GLI STATI IN CUI I GOVERNANTI SONO RAPPRESENTANTI DEL POPOLO, ELETTI CIOÈ DAI CITTADINI – NELLE REPUBBLICHE – O DAI SUDDITI – NELLE MONARCHIE COSTITUZIONALI): LA MAGNA CHARTA LIBERTATUM (1215), PER I CUI 3 PUNTI FONDAMENTALI (TASSE COL CONSENSO DEI FREEMEN, L’HABEAS CORPUS E LA FORMAZIONE DEL PARLAMENTO, DIVISO IN CAMERA DEI LORD E CAMERA DEI COMUNI) CFR. LIBRO 1, P. 235.

• ALCUNI CENNI SU QUANTO ACCADEVA NEL FRATTEMPO FUORI DI EUROPA:
1) NEL SECOLO XIII SI AFFERMÒ L’IMPERO DEI MONGOLI, IL PIÙ GRANDE DI SEMPRE, CHE, GUIDATI DA GENGIS KHAN (1167-1227) E POI DAI SUOI FIGLI, CONQUISTARONO LA CINA, SACCHEGGIARONO TUTTE LE GRANDI CITTÀ LUNGO LA VIA DELLA SETA, DISTRUSSERO BAGDAD E POI CONQUISTARONO ANCHE LA RUSSIA, LA POLONIA E L’UNGHERIA. I MONGOLI, NEL FRATTEMPO CONVERTITISI ALLA RELIGIONE MUSULMANA, FURONO SCONFITTI DAI CINESI E DAI TURCHI NEL SECOLO XV. [TRA IL 1271 E IL 1295 HA LUOGO IL VIAGGIO DEL MERCANTE VENEZIANO MARCO POLO PRESSO IL GRAN KHAN, RACCONTATO NEL MILIONE]
2) I TURCHI OD OTTOMANI, MUSULMANI, IN ORIGINE UN’ARMATA DELL’ESERCITO MONGOLO COMANDATA DA UN CAPO DI NOME OSMAN, DIVENTARONO SEMPRE PIÙ POTENTI E CONQUISTARONO PRIMA LA PARTE ASIATICA DELL’IMPERO ROMANO D’ORIENTE, ANCORA ESISTENTE NELLA PRIMA METÀ DEL SECOLO XV (QUATTROCENTO), POI NEL 1453 SI IMPOSSESSARONO DI COSTANTINOPOLI DECRETANDO LA FINE DELL’IMPERO ROMANO D’ORIENTE, DURATO QUASI UN MILLENNIO IN PIÙ DI QUELLO OCCIDENTALE. LA CITTÀ DI COSTANTINOPOLI FU RIBATTEZZATA ISTANBUL. [LEGATI AGLI OTTOMANI SONO I SARACENI, I CORSARI CHE DEPREDAVANO LE NAVI NEL MEDITERRANEO, DEFINITI ANCH’ESSI SPESSO SEMPLICEMENTI TURCHI]

• DEL TRECENTO (SECOLO XIV) RICORDIAMO SOLO DUE FATTI SALIENTI:
1) DAL 1348 AL 1352 L’EUROPA FU FLAGELLATA DA UNA TERRIBILE EPIDEMIA, DETTA “PESTE NERA”: MORIRONO QUASI 25 MILIONI DI PERSONE, UN TERZO DELLA POPOLAZIONE TOTALE.
2) DOPO LA MORTE NEL 1303 DEL PAPA BONIFACIO VIII, PARTICOLARMENTE AUTORITARIO – CHE RITROVEREMO PARLANDO DI DANTE –, DAL 1305 AL 1377 LA SEDE DEL PAPATO SI SPOSTÒ AD AVIGNONE, IN QUANTO SI SUCCEDETTERO UNA SERIE DI PAPI FRANCESI APPOGGIATI DAI RE DI FRANCIA; QUESTO PERIODO È NOTO COME CATTIVITÀ AVIGNONESE.

• DEL QUATTROCENTO (SECOLO XV) ABBIAMO STUDIATO DUE FENOMENI, UNO PIÙ POLITICO, UNO PIÙ CULTURALE:
1) LA TRASFORMAZIONE DEI COMUNI IN SIGNORIE (CFR. PP. 289-290), COME A MILANO I VISCONTI E POI GLI SFORZA, IN PIEMONTE I SAVOIA, A FIRENZE I MEDICI (PER LA STORIA DEI MEDICI CFR. 295-296; PER UNA VISIONE DELLA SITUAZIONE NAZIONALE DOPO LA PACE DI LODI DEL 1454 CFR. LA CARTINA DI PAG. 297).
2) LA RINASCITA CULTURALE DELL’UMANESIMO, CHE DÀ IL VIA AL RINASCIMENTO (CFR. CAPITOLO 24).

N.B.: IN QUESTA SCHEDA CHIARIAMO ANCHE CHE MENTRE PER I SECOLI PRIMA DEL MILLE DICIAMO: SECOLO I (PRIMO SECOLO), SECOLO II (SECONDO SECOLO) ETC., PER I SECOLI DOPO IL MILLE SI ALTERNA LA FORMA CON IL NUMERO A UNA VERSIONE ABBREVIATA DEL NOME DEL SECOLO CHE TOGLIE “MILLE”. PER CUI, SI DICE SECOLO XIII (TREDICESIMO SECOLO), MA ANCHE DUECENTO, ANZICHÉ MILLEDUECENTO CHE SI RIFERISCE SOLO ALL’ANNO 0 DEL SECOLO XIII. ALLO STESSO MODO, AD ESEMPIO, SECOLO XVIII (DICIOTTESIMO SECOLO) E SETTECENTO.

scheda di storia n. 1 (capp. 17-18-19, libro 1)

SCHEDA DI STORIA n. 1 (capp. 17-18-19)

• Mentre sullo sfondo si combattevano le 8 crociate – dal 1095, anno in cui Urbano II bandì la prima, al 1270, anno in cui ebbe luogo l’ultima –, in Europa e in Italia accaddero varie cose, tra le quali abbiamo già visto:
a) la LOTTA PER LE INVESTITURE combattuta da imperatori e papi per 150 anni (962-1122) a suon di editti e scomuniche per ottenere il potere universale (potere temporale + potere spirituale);
b) lo SCISMA D’ORIENTE (1054), con cui la Chiesa ortodossa bizantina si separò definitivamente dalla Chiesa cattolica romana;
c) la GUERRA TRA FEDERICO I BARBAROSSA E I COMUNI RIUNITI NELLA LEGA LOMBARDA (1158-1176);
d) l’ASCESA AL TRONO di INNOCENZO III nel 1198, che rafforzò il potere del Papa. È con lui, infatti, che il Papato diventò una teocrazia, cioè una monarchia assoluta in cui il Papa è rappresentante in Terra di Cristo e governa uno Stato vero e proprio (lo Stato della Chiesa).

• INNOCENZO III, PAPA DAL 1198 AL 1216, SI IMPEGNÒ A RINNOVARE LA CHIESA ANCHE DAL PUNTO DI VISTA SPIRITUALE:
1) combatté vigorosamente contro la simonìa (vendita delle cariche ecclesiastiche) e il nicolaismo (mancata osservanza del celibato).
2) rinforzò il tribunale per punire le persone che si discostavano dal credo della Chiesa: gli eretici, seguaci di eresie, cioè modi di credere diversi da quello imposto dal Papa, e chi praticava la stregoneria. Questo tribunale è detto Tribunale dell’Inquisizione e nei secoli a venire seminerà il terrore, in quanto gli imputati non avevano diritto di difesa e venivano torturati affinché ammettessero i peccati di cui erano accusati, dopodiché solitamente venivano condannati al rogo. Ricordate che spesso gli eretici erano solo persone che volevano leggere il Vangelo senza la mediazione dei sacerdoti e che l’accusa di stregoneria era frutto di superstizioni e pregiudizi.
3) promosse nel 1198 la Quarta Crociata, che di fatto prese di mira Costantinopoli e ne sancì l’inizio della decadenza, e nel 1208 la terribile Crociata contro gli Albigesi, cioè i seguaci dell’eresia càtara che vivevano nella Francia del Sud intorno ad Albi e furono sterminati dai cavalieri cristiani.

• È importante ricordare che la stessa esigenza di moralizzazione fu avvertita anche da altri, che non ricorsero alla violenza, ma ebbero un atteggiamento più pacifico e umile. Tra di loro possiamo ricordare SAN FRANCESCO D’ASSISI (1182-1226) e SAN DOMENICO DI GUZMAN (1170-1221) che rispettivamente fondarono gli ORDINI MENDICANTI dei monaci francescani e dei monaci domenicani. All’inizio furono anch’essi sospettati di eresia, per via del voto di povertà e della pratica della confessione auricolare, ma poi furono riconosciuti da Innocenzo III e generosamente aiutati dai ricchi borghesi che facevano loro elemosine e donazioni, oltre che finanziare la costruzione di conventi e chiese per rendere il loro nome immortale e per guadagnarsi il Paradiso (mecenatismo).
• UNA DELLE PRINCIPALI MOSSE POLITICHE DI INNOCENZO III FU PRENDERE SOTTO LA PROTEZIONE IL NIPOTE DI FEDERICO I BARBAROSSA: FEDERICO II (1194-1250), che da parte della madre normanna (Costanza d’Altavilla) aveva ereditato il Regno di Sicilia, mentre da parte del padre svevo, precocemente deceduto, aveva ereditato il Regno di Germania; nel 1220 fu eletto anche imperatore del Sacro romano impero. A differenza del nonno che era cresciuto in Germania, Federico II amava il Sud dell’Italia e qui risiedeva, nella corte di Palermo, dedicandosi all’arte di allevare il falcone e alla cultura (sotto di lui ebbe inizio la letteratura italiana, con la Scuola siciliana che influenzò anche Dante), però non per questo, una volta morto Innocenzo III, non cominciò a pensare di conquistare tutta l’Italia. I successori di Innocenzo III fiutarono il pericolo e quindi aizzarono le città guelfe conto i comuni filo-imperiali, impedendo di fatto a Federico II l’avanzata su per l’Italia. Il figlio Manfredi (1232-1266) fu ucciso nella battaglia di Benevento dall’esercito di Carlo d’Angiò, il fratello del re di Francia appoggiato dal papa: la casata di Svevia fu distrutta e il Regno di Sicilia passò agli Angioini. E iniziò la decadenza del Meridione.
• La fine della casata di Svevia decreta sostanzialmente anche la fine di quello che era rimasto del Sacro Romano Impero, già scosso dai poteri locali feudali e dai Comuni; per questo IL SECOLO XIII È IMPORTANTE ANCHE PERCHÉ È IL SECOLO IN CUI SI AFFERMANO ALCUNI STATI NAZIONALI CHE ESISTONO ANCORA OGGI, come l’Inghilterra e la Francia. Ma per questo proseguiamo sul libro, alle pagg. 234-235.

giovedì 6 ottobre 2011

scheda del lavoro di gruppo del 4-5 ottobre

in caso aveste perso o non aveste ricevuto la scheda con le prima parte delle domande relative all'Umanesimo del Quattrocento (secolo XV)

1. LEGGERE DA P. 302 A P. 306, TENENDO PRESENTE CHE:
a) l’interpretazione data dal libro della Primavera di Sandro Botticelli è discutibile e lo vedremo meglio nell’ora jolly della settimana prossima; per il momento vi basti sapere che varie sono state le interpretazioni, ma la figura sulla destra che il libro descrive come “la peste” in realtà è Zefiro, il dio dei venti primaverili;
b) la periodizzazione data dal libro del Rinascimento come fenomeno culturale compreso tra il 1350 e il 1500 è parziale, nel senso che la civiltà del Rinascimento, anticipata dai fermenti culturali del secolo XIV, prende inizio più decisamente nel 1400 e si estende perlomeno fino al 1550 circa, quando inizia l’epoca della Controriforma e cambiano sia la concezione sia lo stile dell’arte;
c) è un’interpretazione impropria nella scelta delle parole quella che si legge a pag. 305, e cioè che l’Umanesimo fosse basato su «una intensa religiosità»: gli Umanisti si muovono nell’orizzonte del Cristianesimo, ma il recupero dei classici spesso si accompagna a forme di contaminazione tra cristianesimo e paganesimo e soprattutto all’emergere, come si legge del resto nella stessa pagina, di «uno spirito laico».

2. RISPONDERE SUL QUADERNO CON PRECISIONE ALLE SEGUENTI DOMANDE:
1) Che cosa significa “Rinascimento”?
2) Da chi fu coniato questo termine?
3) Di conseguenza, che cosa viene a significare Medioevo?
4) Quali sono e che cosa affermano i due punti principali dell’Umanesimo?
5) Di che cosa si resero conto gli Umanisti imparando meglio le lingue antiche?
6) Che cosa scoprì l’umanista Lorenzo Valla?
7) Qual è nuova concezione dell’uomo formulata da Pico della Mirandola?

martedì 20 settembre 2011

scheda sui fenomeni endogeni

N.B.: a) per le definizioni dei termini chiave cfr. pp. 86-87 del libro; b) la scheda rimanda in vari punti alle figure del libro, opportunamente segnalate.

La superficie terrestre non ha sempre avuto l'aspetto che ha oggi, in quanto nel corso del tempo ha subito mutamenti dovuti a fenomeni endogeni (che hanno origine all'interno della Terra), come i terremoti e le eruzioni vulcaniche, o a fenomeni esogeni (che hanno origine esterna rispetto alla Terra), come l'azione delle piogge e dei venti. La scienza che studia la Terra e i suoi aspetti, elementi e fenomeni si chiama geologia (dal greco 'geo', terra + 'logos', discorso).

FENOMENI ENDOGENI
• Prima di affrontare i principali fenomeni endogeni, si devono conoscere alcune questioni relative alla conformazione della Terra. La prima cosa da imparare è che il nostro pianeta non è un globo composto di un'unica materia, ma è fatto a strati (cfr. figura A a p. 88):
1. crosta terrestre: è lo strato più superficiale, molto sottile, che racchiude gli altri;
2. mantello: è il secondo strato, il più spesso;
3. nucleo: è la parte al centro, diviso in uno sottostrato liquido e in uno solido.
• Si parla anche di litosfera, per indicare uno strato composto dalla crosta terrestre e dalla parte più superficiale del mantello.

• La seconda cosa da imparare è che i continenti non sono statici, ma si muovono sulla superficie terrestre, secondo un fenomeno che è stato chiamato deriva dei continenti e che fu intuito, senza potere essere dimostrato, dallo scienziato tedesco Alfred Wegener all’inizio del XX secolo.
• Wegener aveva chiamato Pangea il continente originario da cui sarebbe derivata l’attuale conformazione della superficie terrestre (cfr. figura B a p. 89).
• Nel corso del XX secolo, invece, nuovi strumenti hanno permesso di capire che i continenti si muovono in quanto la litosfera non è compatta, ma è come un puzzle di enormi blocchi di roccia, detti placche o zolle litosferiche (cfr. figura C alle pp. 88-89), i cui margini si allontanano lentissimamente gli uni dagli altri a causa della fuoriuscita di materiale dallo strato sottostante. Questo fenomeno è noto come teoria della tettonica a zolle (o placche).

VULCANI
• La scienza che si occupa dei vulcani si chiama vulcanologia.
• DEFINIZIONE: Un vulcano è una spaccatura della superficie terrestre attraverso la quale fuoriesce il magma nel corso di un'eruzione.
• Si ha un’eruzione vulcanica quando, a causa della pressione esercitata da forze endogene, il magma sale verso la superficie terrestre attraverso il camino vulcanico e fuoriesce dal cratere producendo vari tipi di materiale: A) allo stato fuso: lava; B) allo stato solido: lapilli, bombe, ceneri; C) allo stato gassoso: gas, vapori.
• L’attività di un vulcano non è regolare: possono trascorrere anni o decenni o secoli tra un’eruzione e un’altra. Nei periodi in cui un vulcano non è attivo si dice che è in riposo o quiescente.

• Per l’elenco dei principali vulcani europei, alcuni dei quali si trovano in Italia, cfr. p. 92.
• Si ha poi il vulcanismo secondario: non veri vulcani, ma fenomeni minori, comunque legati all’azione del magma:
a) geyser: periodici getti verso l’alto di acqua calda che fuoriesce violentemente da spaccature nel terreno, diffusi soprattutto negli Stati Uniti e nell’Islanda;
b) soffioni boraciferi: emissioni di vapori, gas e acqua ad alta temperature, utilizzate per produrre energia elettrica nelle centrali geotermiche, come a Larderello (Pi);
c) solfatare: emissioni di vapore acqueo surriscaldato misto a zolfo, come a Pozzuoli, in Campania;
d) fumarole e mofete: emissioni calde di vapore e anidrite carbonica, ad alta o bassa temperatura;
e) acque termali: acque calde che sgorgano dal sottosuolo, ricche di sostanze benefiche.

TERREMOTI (O SISMI)
• Quando la crosta terrestre non è in grado di assorbire le forze che dall’interno della Terra esercitano pressione sulle varie placche che compongono la litosfera, si originano i terremoti o sismi. Lo strumento con cui si rilevano i terremoti è il sismografo; la loro gravità è misurata con la Scala Mercalli, che li valuta in rapporto ai danni prodotti, o con la Scala Richter, oggi più usata, che misura invece la mangnitudine, cioè la quantità di energia sprigionata (cfr. figura A a pp. 98-99).
• Il punto nel sottosuolo da cui si propagano le onde sismiche è detto ipocentro, cui corrisponde in verticale sulla superficie terrestre l’epicentro (cfr. figura a p. 86).
• Si hanno altre forme di sisma:
a) maremoto o tsunami, quando l’epicentro è in un fondale marino: l’enorme energia dispiegata provoca un’onda anomala, dall’altezza anche di 30 m, che quando raggiunge la costa, distrugge tutto, come si è visto recentissimamente in Giappone o anche nell’Oceano Indiano alla fine del 2004, quando morirono oltre 100000 persone.
b) bradisismi: lentissimi movimenti sismici che alla lunga provocano cambiamenti nel paesaggio, come si vede nell’area dei Campi Flegrei, vicino a Napoli (cfr. p. 103).
• La frequenza dei terremoti è maggiore nelle aree ad alto rischio sismico, che sono poi quelle vicine ai margini delle placche litosferiche, come l’area asiatica in cui è situato il Giappone. Anche l’Italia fa parte di una zona ad alto rischio sismico, come l’Islanda e la Turchia. In genere, le zone in cui i terremoti sono più frequenti sono anche quelle in cui sono concentrati i vulcani.

scheda su TEMPO ATMOSFERICO, CLIMI E AMBIENTI

TEMPO ATMOSFERICO
situazione temporanea (uno o pochi giorni) delle condizioni atmosferiche in un certo luogo, determinate da vari elementi: temperatura, precipitazioni, vento, pressione atmosferica, umidità.
CLIMA
insieme delle condizioni atmosferiche medie che si succedono in maniera costante nel tempo in una certa zona, determinate da vari elementi: temperatura, escursione termica, insolazione, pressione atmosferica, umidità, precipitazioni, umidità.


TEMPO ATMOSFERICO

Riguardo alle condizioni atmosferiche sopra menzionate, è importante conoscere le seguenti nozioni:

a) TEMPERATURA DELL’ARIA stato termico dell’aria, dato dal rapporto tra il flusso di calore che proviene dal sole e dal suo assorbimento da parte della Terra.
Per questo, la temperatura diminuisce in base all’altitudine: perché l’aria è più calda vicino al terreno che assorbe i raggi solari e restituisce il calore assorbito. Altri fattori che influenzano la temperatura sono la latitudine (maggiore la latitudine, minore la temperatura), le stagioni, le ore del giorno, l’esposizione (più un luogo è esposto al sole, più è caldo).

b) PIOGGIA insieme dei fenomeni di trasferimento di acqua allo stato liquido o solido dall'atmosfera al suolo. I più comuni sono pioggia, neve, grandine, rugiada, brina etc..

c) PRESSIONE ATMOSFERICA forza esercitata dall’aria sulla superficie terrestre. Per quanto l’aria appaia inconsistente, essa in realtà ha un peso e un volume; ad esempio, una colonna d’aria che abbia la base di 1m2 pesa 10 tonnellate! La si misura in millibar (mbar) o in ettopascal (hPa) con il barometro (cfr. figura A di p. 121).
La pressione atmosferica varia
1) in base all’altitudine: più si sale, più la pressione atmosferica si abbassa, in quanto si accorcia la colonna d’aria che grava sulla superficie terrestre (cfr. 570 mbar sul Monte Bianco vs. 1013 mbar a livello del mare);
2) in base alla temperatura: l’aria calda è più rarefatta e pesa meno (bassa pressione); l’aria fredda è più densa e pesa di più (alta pressione).

d) VENTO movimento orizzontale di aria rispetto alla superficie terrestre.
Il vento si crea quando una massa di aria scaldata dal sole diventa più leggera e sale verso l’alto (bassa pressione); si libera così una zona che viene riempita da aria più fredda e pesante in movimento (alta pressione). Maggiore è la differenza di pressione tra zone confinanti, maggiore è l’intensità del vento, la cui velocità può variare da pochi km all’ora (brezza) fino ai 300 km/h degli uragani. I venti si misurano con l’anemometro, che rileva direzione e velocità. Cfr. la cartina C di pag. 121 per imparare i nomi dei principali venti europei.

e) UMIDITÀ quantità di vapore acqueo presente nell’aria (quando è eccessiva, si ha l’afa). L’aria umida contiene molto vapore acqueo e pesa meno dello stesso volume di aria secca (pressione atmosferica minore).
[per le altre definizioni, cfr. pp. 118-119]


La scienza che studia il tempo atmosferico si chiama meteorologia, attraverso la quale si fanno le previsioni metereologiche, estremamente importanti per molte attività dell’uomo, come l’agricoltura, il turismo, i trasporti, l’organizzazione di eventi… Al momento però anche i più sofisticati strumenti di previsione, come le diecimila stazioni metereologiche sparse in tutto il mondo, i palloni sonda e i satelliti, non riescono ad andare al di là dei cinque-sei giorni.

Il clima di un luogo condiziona in modo decisivo l’ambiente naturale, specialmente la vegetazione.
L’Europa è caratterizzata da una grande varietà di climi, cui corrisponde una grande varietà di paesaggi: dai luoghi rigidi e inospitali della Finlandia al nord alle coste assolate del Mediterraneo, dai 50° dell’Andalusia ai -55° degli Urali. Lo stesso per l’Italia: si passa dai ghiacciai eterni delle Alpi al sole della Sicilia.

martedì 9 agosto 2011

le crociate

Allora, per quanto riguarda le Crociate, oggetto del capitolo 17, leggete il testo da pag. 213 a pag. 216 (senza gli approfondimenti vari) sforzandovi di capire:
a) la differenza tra pellegrinaggio e crociata;
b) che cosa si intende per Reconquista;
c) in quali anni avvenne la prima crociata.

E poi il domandone: quante furono le crociate in totale?

***
Con ciò ho finito di postare la lezione e posso darvi appuntamento alla settimana del 12 settembre. Tempo per me di andare veramente in vacanza. Se avete chiarimenti da chiedere o qualsiasi cosa, sappiate che fino al 25 circa sono via, quindi dovrete un poco pazientare.

lunedì 8 agosto 2011

storia, scheda dei capitoli 15-16 (parte b)

CAPITOLI 15-16 (parte b)



All’inizio del Basso Medioevo il Sacro Romano Impero è sempre più debole, per i seguenti motivi:
1) come abbiamo visto, la storia del Sacro Romano Impero è segnata dal conflitto tra il potere centrale dell’imperatore e i poteri locali dei feudatari. Questi ultimi divennero sempre più forti dopo il Capitolare di Quierzy dell’877 (cfr. scheda sul Sacro Romano Impero e il Feudalesimo).
2) dopo il 1000 la carica di imperatore non si trasmetteva più di padre in figlio, ma per elezione; a eleggerlo erano i sette Grandi Elettori scelti tra i principali feudatari (quattro duchi e tre arcivescovi).
3) l’imperatore per essere tale e non un re qualunque aveva bisogno dell’unzione del papa.
[Per avere un’idea della situazione territoriale dell’Italia e dell’Impero cfr. la cartina di pag. 204]

A proposito del papa, intorno al 1000 i rapporti tra impero e papato erano molto peggiorati, perché da una parte l’imperatore si era stufato di questa cerimonia dell’unzione, dall’altra il papa voleva che fosse riconosciuto, oltre che il suo potere spirituale, anche il suo potere temporale, cioè il potere politico dello Stato della Chiesa. Tutti e due, imperatore e papa, aspiravano al potere universale (potere spirituale + potere temporale) e quindi non potevano che farsi guerra.
La situazione peggiorò ulteriormente quando nel 962 l’imperatore Ottone I decise di nominare lui stesso i vescovi, sostituendosi in ciò al papa, e dare loro un feudo. Capite che questo gli conveniva, perché i ‘vescovi-conti’ non avevano eredi e così alla loro morte il feudo tornava all’imperatore. Ottone I però non si fermò: nel 964 addirittura destituì il papa e ne nominò un altro al suo posto; non contento, emanò il Privilegio ottoniano, con il quale proclamò la nomina del papa un diritto fisso dell’imperatore, ottenendo così l’agognato potere universale.

Passarono circa cento anni e poi nel 1075 un papa molto deciso, Gregorio VII, nel emanò il Dictatus Papae col quale proclamò la superiorità del papato sull’impero, anche in termini di potere temporale. L’imperatore Enrico IV provò a reagire, ma Gregorio VII non sentì discorsi e lo scomunicò. Quindi nel 1077 Enrico IV venne fino a Canossa grazie alla mediazione della marchesa Matilde a implorare, scalzo nella neve, il perdono. Ottenutolo, non passò molto tempo prima che si vendicasse attaccando Roma.

Questo conflitto tra papato e impero prende il nome di Lotta per le investiture, cioè per le nomine dei vescovi e dei papi da parte dell’imperatore, per le nomine degli imperatori da parte del papa, e continuò fino al 1122, quando il Concordato di Worms stabilì alcune regole basate su un compromesso. Ricordate che i sostenitori del papa si chiamavano guelfi; quelli dell’imperatore ghibellini.

Sembrava dovesse aprirsi un periodo di pace, invece nel 1155 salì sul trono imperiale Federico I Barbarossa e pensò bene di scendere in Italia nel 1158 a combattere contro i Comuni lombardi che, a suo avviso, stavano ottenendo troppe libertà dai feudatari. Innanzitutto, convocò la Dieta di Roncaglia dove sottopose ai rappresentanti di 14 Comuni una lista di regalie, cioè di concessioni. I Comuni però non accettarono e così guerra fu!
Inizialmente Federico Barbarossa ebbe la meglio, arrivando addirittura a distruggere Milano, ma nel 1167 iniziò la riscossa: col Giuramento di Pontida i Comuni costituirono con l’appoggio del papa, sempre ben contento di ostacolare l’imperatore, la Lega lombarda, e nel 1176 sconfissero le truppe di Barbarossa.


***

esercizi:

1) ricostruisci la cronologia degli eventi e dei trattati menzionati nella scheda.

2) che cos'è la Lotta per le investiture?

3) che cos'è la Lega lombarda?

4) dove si trova Canossa?