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martedì 11 ottobre 2011

carta dell'Italia alla fine del secolo XV

Questa è una carta dell'Italia alla fine del Quattrocento (XV secolo), in maniera tale che possiate avere una migliore idea di qual era la situazione mentre gli Stati nazionali già formati iniziavano l'esplorazione e la colonizzazione del nuovo mondo.
(se cliccate sopra l'immagine, si apre alla sua vera grandezza)

scheda di storia n. 2 (capp. 19, 21, 22, 23, 24, libro 1)

SCHEDA DI STORIA N. 2 (CAPP. 19 E 21-22-23-24)

• IL SECOLO XIII (O IL DUECENTO) È CARATTERIZZATO DALL’AFFERMAZIONE DEGLI STATI NAZIONALI, COME LA FRANCIA E L’INGHILTERRA. ANCHE LA SPAGNA È DESTINATA ALL’UNIFICAZIONE, MA PER IL MOMENTO È DIVISA IN 4 STATI: REGNO DI PORTOGALLO, CALIFFATO DI GRANADA, REGNO DI CASTIGLIA E REGNO DI ARAGONA.

• DI QUESTO FATTO DOBBIAMO SOPRATTUTTO RICORDARCI UN DOCUMENTO CHE STA ALLA BASE DELLE MODERNE DEMOCRAZIE RAPPRESENTATIVE (GLI STATI IN CUI I GOVERNANTI SONO RAPPRESENTANTI DEL POPOLO, ELETTI CIOÈ DAI CITTADINI – NELLE REPUBBLICHE – O DAI SUDDITI – NELLE MONARCHIE COSTITUZIONALI): LA MAGNA CHARTA LIBERTATUM (1215), PER I CUI 3 PUNTI FONDAMENTALI (TASSE COL CONSENSO DEI FREEMEN, L’HABEAS CORPUS E LA FORMAZIONE DEL PARLAMENTO, DIVISO IN CAMERA DEI LORD E CAMERA DEI COMUNI) CFR. LIBRO 1, P. 235.

• ALCUNI CENNI SU QUANTO ACCADEVA NEL FRATTEMPO FUORI DI EUROPA:
1) NEL SECOLO XIII SI AFFERMÒ L’IMPERO DEI MONGOLI, IL PIÙ GRANDE DI SEMPRE, CHE, GUIDATI DA GENGIS KHAN (1167-1227) E POI DAI SUOI FIGLI, CONQUISTARONO LA CINA, SACCHEGGIARONO TUTTE LE GRANDI CITTÀ LUNGO LA VIA DELLA SETA, DISTRUSSERO BAGDAD E POI CONQUISTARONO ANCHE LA RUSSIA, LA POLONIA E L’UNGHERIA. I MONGOLI, NEL FRATTEMPO CONVERTITISI ALLA RELIGIONE MUSULMANA, FURONO SCONFITTI DAI CINESI E DAI TURCHI NEL SECOLO XV. [TRA IL 1271 E IL 1295 HA LUOGO IL VIAGGIO DEL MERCANTE VENEZIANO MARCO POLO PRESSO IL GRAN KHAN, RACCONTATO NEL MILIONE]
2) I TURCHI OD OTTOMANI, MUSULMANI, IN ORIGINE UN’ARMATA DELL’ESERCITO MONGOLO COMANDATA DA UN CAPO DI NOME OSMAN, DIVENTARONO SEMPRE PIÙ POTENTI E CONQUISTARONO PRIMA LA PARTE ASIATICA DELL’IMPERO ROMANO D’ORIENTE, ANCORA ESISTENTE NELLA PRIMA METÀ DEL SECOLO XV (QUATTROCENTO), POI NEL 1453 SI IMPOSSESSARONO DI COSTANTINOPOLI DECRETANDO LA FINE DELL’IMPERO ROMANO D’ORIENTE, DURATO QUASI UN MILLENNIO IN PIÙ DI QUELLO OCCIDENTALE. LA CITTÀ DI COSTANTINOPOLI FU RIBATTEZZATA ISTANBUL. [LEGATI AGLI OTTOMANI SONO I SARACENI, I CORSARI CHE DEPREDAVANO LE NAVI NEL MEDITERRANEO, DEFINITI ANCH’ESSI SPESSO SEMPLICEMENTI TURCHI]

• DEL TRECENTO (SECOLO XIV) RICORDIAMO SOLO DUE FATTI SALIENTI:
1) DAL 1348 AL 1352 L’EUROPA FU FLAGELLATA DA UNA TERRIBILE EPIDEMIA, DETTA “PESTE NERA”: MORIRONO QUASI 25 MILIONI DI PERSONE, UN TERZO DELLA POPOLAZIONE TOTALE.
2) DOPO LA MORTE NEL 1303 DEL PAPA BONIFACIO VIII, PARTICOLARMENTE AUTORITARIO – CHE RITROVEREMO PARLANDO DI DANTE –, DAL 1305 AL 1377 LA SEDE DEL PAPATO SI SPOSTÒ AD AVIGNONE, IN QUANTO SI SUCCEDETTERO UNA SERIE DI PAPI FRANCESI APPOGGIATI DAI RE DI FRANCIA; QUESTO PERIODO È NOTO COME CATTIVITÀ AVIGNONESE.

• DEL QUATTROCENTO (SECOLO XV) ABBIAMO STUDIATO DUE FENOMENI, UNO PIÙ POLITICO, UNO PIÙ CULTURALE:
1) LA TRASFORMAZIONE DEI COMUNI IN SIGNORIE (CFR. PP. 289-290), COME A MILANO I VISCONTI E POI GLI SFORZA, IN PIEMONTE I SAVOIA, A FIRENZE I MEDICI (PER LA STORIA DEI MEDICI CFR. 295-296; PER UNA VISIONE DELLA SITUAZIONE NAZIONALE DOPO LA PACE DI LODI DEL 1454 CFR. LA CARTINA DI PAG. 297).
2) LA RINASCITA CULTURALE DELL’UMANESIMO, CHE DÀ IL VIA AL RINASCIMENTO (CFR. CAPITOLO 24).

N.B.: IN QUESTA SCHEDA CHIARIAMO ANCHE CHE MENTRE PER I SECOLI PRIMA DEL MILLE DICIAMO: SECOLO I (PRIMO SECOLO), SECOLO II (SECONDO SECOLO) ETC., PER I SECOLI DOPO IL MILLE SI ALTERNA LA FORMA CON IL NUMERO A UNA VERSIONE ABBREVIATA DEL NOME DEL SECOLO CHE TOGLIE “MILLE”. PER CUI, SI DICE SECOLO XIII (TREDICESIMO SECOLO), MA ANCHE DUECENTO, ANZICHÉ MILLEDUECENTO CHE SI RIFERISCE SOLO ALL’ANNO 0 DEL SECOLO XIII. ALLO STESSO MODO, AD ESEMPIO, SECOLO XVIII (DICIOTTESIMO SECOLO) E SETTECENTO.

scheda di storia n. 1 (capp. 17-18-19, libro 1)

SCHEDA DI STORIA n. 1 (capp. 17-18-19)

• Mentre sullo sfondo si combattevano le 8 crociate – dal 1095, anno in cui Urbano II bandì la prima, al 1270, anno in cui ebbe luogo l’ultima –, in Europa e in Italia accaddero varie cose, tra le quali abbiamo già visto:
a) la LOTTA PER LE INVESTITURE combattuta da imperatori e papi per 150 anni (962-1122) a suon di editti e scomuniche per ottenere il potere universale (potere temporale + potere spirituale);
b) lo SCISMA D’ORIENTE (1054), con cui la Chiesa ortodossa bizantina si separò definitivamente dalla Chiesa cattolica romana;
c) la GUERRA TRA FEDERICO I BARBAROSSA E I COMUNI RIUNITI NELLA LEGA LOMBARDA (1158-1176);
d) l’ASCESA AL TRONO di INNOCENZO III nel 1198, che rafforzò il potere del Papa. È con lui, infatti, che il Papato diventò una teocrazia, cioè una monarchia assoluta in cui il Papa è rappresentante in Terra di Cristo e governa uno Stato vero e proprio (lo Stato della Chiesa).

• INNOCENZO III, PAPA DAL 1198 AL 1216, SI IMPEGNÒ A RINNOVARE LA CHIESA ANCHE DAL PUNTO DI VISTA SPIRITUALE:
1) combatté vigorosamente contro la simonìa (vendita delle cariche ecclesiastiche) e il nicolaismo (mancata osservanza del celibato).
2) rinforzò il tribunale per punire le persone che si discostavano dal credo della Chiesa: gli eretici, seguaci di eresie, cioè modi di credere diversi da quello imposto dal Papa, e chi praticava la stregoneria. Questo tribunale è detto Tribunale dell’Inquisizione e nei secoli a venire seminerà il terrore, in quanto gli imputati non avevano diritto di difesa e venivano torturati affinché ammettessero i peccati di cui erano accusati, dopodiché solitamente venivano condannati al rogo. Ricordate che spesso gli eretici erano solo persone che volevano leggere il Vangelo senza la mediazione dei sacerdoti e che l’accusa di stregoneria era frutto di superstizioni e pregiudizi.
3) promosse nel 1198 la Quarta Crociata, che di fatto prese di mira Costantinopoli e ne sancì l’inizio della decadenza, e nel 1208 la terribile Crociata contro gli Albigesi, cioè i seguaci dell’eresia càtara che vivevano nella Francia del Sud intorno ad Albi e furono sterminati dai cavalieri cristiani.

• È importante ricordare che la stessa esigenza di moralizzazione fu avvertita anche da altri, che non ricorsero alla violenza, ma ebbero un atteggiamento più pacifico e umile. Tra di loro possiamo ricordare SAN FRANCESCO D’ASSISI (1182-1226) e SAN DOMENICO DI GUZMAN (1170-1221) che rispettivamente fondarono gli ORDINI MENDICANTI dei monaci francescani e dei monaci domenicani. All’inizio furono anch’essi sospettati di eresia, per via del voto di povertà e della pratica della confessione auricolare, ma poi furono riconosciuti da Innocenzo III e generosamente aiutati dai ricchi borghesi che facevano loro elemosine e donazioni, oltre che finanziare la costruzione di conventi e chiese per rendere il loro nome immortale e per guadagnarsi il Paradiso (mecenatismo).
• UNA DELLE PRINCIPALI MOSSE POLITICHE DI INNOCENZO III FU PRENDERE SOTTO LA PROTEZIONE IL NIPOTE DI FEDERICO I BARBAROSSA: FEDERICO II (1194-1250), che da parte della madre normanna (Costanza d’Altavilla) aveva ereditato il Regno di Sicilia, mentre da parte del padre svevo, precocemente deceduto, aveva ereditato il Regno di Germania; nel 1220 fu eletto anche imperatore del Sacro romano impero. A differenza del nonno che era cresciuto in Germania, Federico II amava il Sud dell’Italia e qui risiedeva, nella corte di Palermo, dedicandosi all’arte di allevare il falcone e alla cultura (sotto di lui ebbe inizio la letteratura italiana, con la Scuola siciliana che influenzò anche Dante), però non per questo, una volta morto Innocenzo III, non cominciò a pensare di conquistare tutta l’Italia. I successori di Innocenzo III fiutarono il pericolo e quindi aizzarono le città guelfe conto i comuni filo-imperiali, impedendo di fatto a Federico II l’avanzata su per l’Italia. Il figlio Manfredi (1232-1266) fu ucciso nella battaglia di Benevento dall’esercito di Carlo d’Angiò, il fratello del re di Francia appoggiato dal papa: la casata di Svevia fu distrutta e il Regno di Sicilia passò agli Angioini. E iniziò la decadenza del Meridione.
• La fine della casata di Svevia decreta sostanzialmente anche la fine di quello che era rimasto del Sacro Romano Impero, già scosso dai poteri locali feudali e dai Comuni; per questo IL SECOLO XIII È IMPORTANTE ANCHE PERCHÉ È IL SECOLO IN CUI SI AFFERMANO ALCUNI STATI NAZIONALI CHE ESISTONO ANCORA OGGI, come l’Inghilterra e la Francia. Ma per questo proseguiamo sul libro, alle pagg. 234-235.

martedì 9 agosto 2011

le crociate

Allora, per quanto riguarda le Crociate, oggetto del capitolo 17, leggete il testo da pag. 213 a pag. 216 (senza gli approfondimenti vari) sforzandovi di capire:
a) la differenza tra pellegrinaggio e crociata;
b) che cosa si intende per Reconquista;
c) in quali anni avvenne la prima crociata.

E poi il domandone: quante furono le crociate in totale?

***
Con ciò ho finito di postare la lezione e posso darvi appuntamento alla settimana del 12 settembre. Tempo per me di andare veramente in vacanza. Se avete chiarimenti da chiedere o qualsiasi cosa, sappiate che fino al 25 circa sono via, quindi dovrete un poco pazientare.

lunedì 8 agosto 2011

storia, scheda dei capitoli 15-16 (parte b)

CAPITOLI 15-16 (parte b)



All’inizio del Basso Medioevo il Sacro Romano Impero è sempre più debole, per i seguenti motivi:
1) come abbiamo visto, la storia del Sacro Romano Impero è segnata dal conflitto tra il potere centrale dell’imperatore e i poteri locali dei feudatari. Questi ultimi divennero sempre più forti dopo il Capitolare di Quierzy dell’877 (cfr. scheda sul Sacro Romano Impero e il Feudalesimo).
2) dopo il 1000 la carica di imperatore non si trasmetteva più di padre in figlio, ma per elezione; a eleggerlo erano i sette Grandi Elettori scelti tra i principali feudatari (quattro duchi e tre arcivescovi).
3) l’imperatore per essere tale e non un re qualunque aveva bisogno dell’unzione del papa.
[Per avere un’idea della situazione territoriale dell’Italia e dell’Impero cfr. la cartina di pag. 204]

A proposito del papa, intorno al 1000 i rapporti tra impero e papato erano molto peggiorati, perché da una parte l’imperatore si era stufato di questa cerimonia dell’unzione, dall’altra il papa voleva che fosse riconosciuto, oltre che il suo potere spirituale, anche il suo potere temporale, cioè il potere politico dello Stato della Chiesa. Tutti e due, imperatore e papa, aspiravano al potere universale (potere spirituale + potere temporale) e quindi non potevano che farsi guerra.
La situazione peggiorò ulteriormente quando nel 962 l’imperatore Ottone I decise di nominare lui stesso i vescovi, sostituendosi in ciò al papa, e dare loro un feudo. Capite che questo gli conveniva, perché i ‘vescovi-conti’ non avevano eredi e così alla loro morte il feudo tornava all’imperatore. Ottone I però non si fermò: nel 964 addirittura destituì il papa e ne nominò un altro al suo posto; non contento, emanò il Privilegio ottoniano, con il quale proclamò la nomina del papa un diritto fisso dell’imperatore, ottenendo così l’agognato potere universale.

Passarono circa cento anni e poi nel 1075 un papa molto deciso, Gregorio VII, nel emanò il Dictatus Papae col quale proclamò la superiorità del papato sull’impero, anche in termini di potere temporale. L’imperatore Enrico IV provò a reagire, ma Gregorio VII non sentì discorsi e lo scomunicò. Quindi nel 1077 Enrico IV venne fino a Canossa grazie alla mediazione della marchesa Matilde a implorare, scalzo nella neve, il perdono. Ottenutolo, non passò molto tempo prima che si vendicasse attaccando Roma.

Questo conflitto tra papato e impero prende il nome di Lotta per le investiture, cioè per le nomine dei vescovi e dei papi da parte dell’imperatore, per le nomine degli imperatori da parte del papa, e continuò fino al 1122, quando il Concordato di Worms stabilì alcune regole basate su un compromesso. Ricordate che i sostenitori del papa si chiamavano guelfi; quelli dell’imperatore ghibellini.

Sembrava dovesse aprirsi un periodo di pace, invece nel 1155 salì sul trono imperiale Federico I Barbarossa e pensò bene di scendere in Italia nel 1158 a combattere contro i Comuni lombardi che, a suo avviso, stavano ottenendo troppe libertà dai feudatari. Innanzitutto, convocò la Dieta di Roncaglia dove sottopose ai rappresentanti di 14 Comuni una lista di regalie, cioè di concessioni. I Comuni però non accettarono e così guerra fu!
Inizialmente Federico Barbarossa ebbe la meglio, arrivando addirittura a distruggere Milano, ma nel 1167 iniziò la riscossa: col Giuramento di Pontida i Comuni costituirono con l’appoggio del papa, sempre ben contento di ostacolare l’imperatore, la Lega lombarda, e nel 1176 sconfissero le truppe di Barbarossa.


***

esercizi:

1) ricostruisci la cronologia degli eventi e dei trattati menzionati nella scheda.

2) che cos'è la Lotta per le investiture?

3) che cos'è la Lega lombarda?

4) dove si trova Canossa?

giovedì 4 agosto 2011

il punto

Allora, come avete visto, ho messo un po' di materiali relativi all'ultima unità del programma di Storia che abbiamo fatto a scuola alla fine del secondo quadrimestre. Entro la fine della settimana metterò la seconda parte della scheda sui capitoli 15-16 e poi alcune cosuccce sulle Crociate, in maniera che arriviate belli rinfrescati a settembre e possiamo riprendere dai capp. 18-19 (rapidi) e dal cap. 23, il vero ponte per il programma di Seconda.

mercoledì 3 agosto 2011

storia, scheda dei capitoli 15-16 (parte a)

CAPITOLI 15-16 (parte a)



Per quanto l’Italia fosse ancora sotto il Sacro Romano Impero, in realtà le città erano diventate sempre più autonome. L’Imperatore, infatti, viveva in Germania, e ai quei tempi non è come adesso che con i mezzi di trasporto e di comunicazione che abbiamo si sa e si controlla tutto in breve tempo. A quei tempi, se l’Imperatore era in Germania, prima che gli arrivassero notizie di quello che succedeva, per esempio, a Firenze, passavano giorni se non settimane e mesi.

Inizialmente, intorno al 1000, le città facevano parte dei feudi, ma mano a mano che il fenomeno dell’urbanesimo si faceva sempre più massiccio e la loro popolazione aumentava, i cittadini cominciarono a sentirsi stufi di obbedire ai feudatari e presero a ribellarsi contro di loro, tanto più che erano borghesi colti e non così sprovveduti come i contadini. Per questo formarono delle milizie cittadine che combattevano contro le milizie dei feudatari.

I continui scontri tra milizie cittadine e feudatari portarono ad alcune vittorie delle città, che ottennero varie libertà, tra cui la facoltà di amministrare la giustizia, battere moneta, erigere cerchie di mura (cfr. Firenze, come abbiamo visto). Si formarono così i Comuni, vere città-Stato basate su vincoli di reciproca solidarietà tra i cittadini, che possono ricordarci le polis greche come Atene, ma che, al contrario di quelle, non erano veramente indipendenti. Così, per esempio, anche se i Fiorentini facevano un po’ quello che volevano, Firenze avrebbe dovuto in realtà obbedire all’autorità dell’Imperatore e del feudatario suo rappresentante.

I Comuni inizialmente erano democratici: il loro organo di governo era un’Assemblea di cittadini, che eleggeva, sul modello della Repubblica romana, ma fino a un numero massimo di 60, i consoli. Successivamente, però, si crearono vari squilibri che portarono un po’ ovunque alla decisione di dividere l’Assemblea in due Consiglio: 1) il Consiglio maggiore, cioè più numeroso, era composto dal cosiddetto ‘popolo minuto’, che esercitava le Arti minori; 2) il Consiglio minore, cioè meno numeroso, era composto dal cosiddetto ‘popolo grasso’, che esercitava però le Arti maggiori (lanaioli, giudici, notai, medici e speziali) ed era quello che deteneva il vero potere. I comuni divennero così oligarchici, governati da pochi (il Consiglio minore).

Verso la metà del XIII secolo il popolo grasso dette vita al ‘partito dei magnati’, mentre il popolo minuto dette vita al ‘partito dei popolani’, mantenendo comunque invariata la situazione generale. E potete immaginare che il popolo minuto non fosse certo contento di questa situazione, per cui varie volte provò a ribellarsi. Per questa ragione il potere venne alla fine affidato a un podestà al di sopra delle parti.




to be continued...




***


esercizi:

1) Che cosa sono i Comuni?

2) In che senso non sono completamente indipendenti?

l'Europa nel secolo XI

Per rinfrescarvi la memoria sulla situazione del secolo XI, non dimenticate di consultare la cartina di pag. 131 del libro di storia (vol. 1).

Lì vedete la situazione dell'Europa e dell'Italia dopo la conquista del Meridione da parte dei Normanni durante le nuove invasioni barbariche alla fine dell'Alto Medioevo.

***

Esercizio: Descrivi la situazione dell'Europa alla fine del secolo XI.

esempio di inizio:
La Penisola Iberica era divisa nel Regno delle Asturie a nord e nel Califfato di Cordova a Sud.
La Francia...

storia: scheda sui capitoli 13-14

CAPITOLI 13-14


• Il Basso Medioevo ha inizio nell’anno 1000 con la rinascita economica e sociale dell’Europa e termina nel 1492 con la scoperta dell’America (anche se il secolo XV in realtà è più un secolo di passaggio tra civiltà medievale e civiltà rinascimentale).

• Le caratteristiche della rinascita del Basso Medioevo sono:

A) rinascita delle campagne:

1. il clima diventa più favorevole;
2. nuove tecniche e nuovi attrezzi accrescono i raccolti, come la rotazione triennale delle colture (i campi sono divisi in tre parti e ogni anno una parte viene lasciata a maggese) e l’invenzione del mulino a vento, l’aratro pesante e gli zoccoli per cavalli e asini;
3. si assiste a una crescita demografica.

2) rinascita delle città:

1. parte della popolazione, resa più abbondante dalla rinascita delle campagne, si trasferisce in città (fenomeno dell'urbanesimo);
2. le città si sviluppano di nuovo, dopo che nell’Alto Medioevo avevano subito una grave decadenza: quelle più grandi, con una cattedrale e un vescovo, sono le città vere e proprie, mentre quelle più piccole sono dei borghi, da cui deriva la parola “borghesi” (cfr. punto successivo);
3. si forma una nuova classe sociale detta borghesia, composta da mercanti e artigiani, inferiore per potere e ricchezza agli aristocratici (nobili), ma superiore ai contadini. Gli artigiani sono così chiamati dall’esercizio delle Arti, che sono i mestieri: le Arti Maggiori (dei Giudici e Notai, dei Mercatanti, del Cambio,della Lana, della Seta, dei Medici e Speziali, dei Vaiai e Pellicciai) e le Arti Minori (dei Beccai, dei Calzolai, dei Fabbri, dei Maestri di Pietra e Legname, dei Linaioli e Rigattieri, dei Vinattieri, degli Albergatori, degli Oliandoli e Pizzicagnoli, dei Cuoiai e Galigai, dei Corazzai e Spadai, dei Correggiai, dei Legnaioli, dei Chiavaioli, dei Fornai).
4. si formano le prime Università, a partire da quella di Bologna.

• La rinascita delle campagne e delle città determina anche una grande ripresa economica: mentre l’economia dell’Alto Medioevo, basata sulla curtis feudale, era un’economia di sussistenza, cioè un’economia chiusa, l’economia del Basso Medioevo è invece un’economia aperta, basata sul commercio.

I raccolti, più abbondanti, infatti, non sono tutti consumati in campagna, ma avanza una parte (eccedenza, ad esempio di grano) che viene portata nelle città e qui venduta ai cittadini; a loro volta, i contadini possono comprare i manufatti prodotti dagli artigiani. Si creano così scambi commerciali, non più basati sul baratto, ma sull’acquisto e sulla vendita tramite il denaro.
La nuova circolazione del denaro crea anche le premesse per la nascita delle prime banche, un’altra attività che è tipica della borghesia.

• Le aree dove più ripresero i commerci sono la Pianura Padana e la Toscana in Italia, le Fiandre in Europa.



esercizi:

1) Nei 3 punti che compongono la rinascita delle campagne, quale ti sembrano le cause e quali glli effetti/le conseguenze?
2) Che cos'è la maggese?
3) Chi sono i borghesi?
4) Conosci il significato di tutte le parole che indicano le Arti? Cerca sul dizionario le parole che non conosci.
5) Che differenza c'è tra l'economia dell'Alto Medioevo e quella del Basso Medioevo?